Mi sono sempre piaciute le onomatopee, che ci rendono mimi della natura, che ti fanno vibrare di più le corde vocali perché nel pronunciarle aderisci alla realtà che descrivi.
Oggi mi sento così, roboante, ruggente, roarrrr….
E’ merito di Marinetti, di futuristici ardori, della phd proposal che i pensieri iniziano ad inchiostrare, è merito della rettorica e della semiotica, del divertissement che è per me scrivere, dell’Italia passatista e del chiaro di luna ucciso.
Penso a Foucault mia prossima lettura e già le labbra pregustano il piacere…perchè ogni parola, anche scritta, ha un suono, che riecheggia nell’udito e nelle viscere, un moto d’animo, roar!